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     n. 19 anno 2017

La tecnologia? Per un manager su due ha un impatto positivo sul fattore umano in azienda

a cura della redazione

I risultati della survey condotta da WOBI e Manageritalia in occasione del World Business Forum 2017 rivelano gli atteggiamenti dei manager italiani a cavallo tra presente e futuro,in un mondo che avanza ma che vuole rimanere umano.

L'innovazione tecnologica ha un impatto positivo sul fattore umano: oltre il 51% dei manager intervistati dichiara infatti di aver visto nascere nuove opportunità all'interno della propria azienda, mentre solo il 16% crede che questa abbia tolto spazio alle persone. Un dato sorprendente che porta speranza verso un futuro dove sempre più la tecnologia andrà ad essere implementata nella nostra quotidianità.

Un tema, quello della tecnologia e il fattore umano nel business, a cui WOBI ha voluto dedicare l'edizione 2017 del World Business Forum dal titolo "Humanification - Mettiamo le persone al centro. Oggi e sempre."Per l'occasione WOBI, in collaborazione con Manageritalia, ha condotto una survey volta a indagare l'importanza che il fattore umano riveste nelle aziende e come esso si collochi rispetto all'utilizzo della tecnologia. Un campione di oltre 500 dirigenti di imprese italiane ha così espresso la propria opinione, evidenziando speranze e timori d'oggi e di domani.

Le aziende si trovano ad affrontare una realtà in costante movimento, dove le tecnologie si stanno sempre più affermando, talvolta, a discapito del fattore umano. Da un lato il business a misura d'uomo, dall'altro l'avanzamento tecnologico capace di creare possibilità prima inarrivabili.

Un tema, quello dell'essere umano nel futuro del business, che mai come ora è diventato di forte attualità, ma come rispondono le aziende e i loro manager a questo dibattito?

Secondo la maggioranza (circa l'80%) dei manager intervistati le società per cui lavorano mettono, in modo più o meno deciso, le persone al centro del proprio contesto aziendale; la perfetta integrazione tra fattore umano e fattore tecnologico rappresenta in generale la soluzione più idonea per lo sviluppo del business sia nel mondo di oggi (39%) che in quello futuro (38%).

Rimane indubbio quindi che l'importanza delle persone sia tutt'ora fondamentale all'interno di un'azienda. I vantaggi sono legati innanzitutto a fattori estremamente umani come la creatività (37%) e l'empatia (35%) seguite dal problem solving (12%) e dall'intraprendenza (9%). Non a caso, dalla ricerca, emerge che i settori dell'industria in cui il fattore umano è maggiormente rilevante, sono proprio quegli ambiti in cui queste caratteristiche la fanno da padrona: Comunicazione (30%), Salute (20%), Moda e Arte (17%).

Rimangono tuttora alcuni timori legati all'aumento del rischio di errori (28%) e alla incertezza sui risultati delle performance (29%), elementi "facilmente evitabili" con l'utilizzo di sole tecnologie in ambito aziendale.

Saranno forse questi timori che fanno risaltare il dato per cui il mondo del business in Italia sembri valorizzare poco o per niente il fattore umano al suo interno (risposta data da oltre il 50% degli intervistati). La causa apparente potrebbe celarsi negli effetti causati dalla crisi economica sul mondo del lavoro, dal momento che circa la stessa percentuale (49%) ritiene che essa abbia influito in modo sfavorevole sul fattore umano in azienda e il 16% dichiara abbia inciso molto negativamente.

Tra le 7 economie più avanzate al mondo, alla domanda "dove più si valorizzi il fattore umano all'interno del business?", i partecipanti hanno fatto emergere prepotentemente i paesi scandinavi in prima posizione con il 52% delle preferenze mentre l'Italia si ritrova tra le ultime in quinta posizione al 7%.

La speranza non è però l'ultima a morire dato che il 75% dei manager crede in un positivo cambiamento futuro nel bel paese: alla domanda "quanto è realmente possibile - in Italia - rimettere le persone al centro del business, avendo vantaggi per le imprese" il 7% risponde moltissimo, il 34% molto e sempre il 34% dichiara abbastanza, alla faccia dei pessimismi.

L'Italia rimane un paese con forti potenzialità, con manager ‘rinascimentali' che vogliono il fattore umano al centro dei propri business ma che al contempo trovano talvolta difficoltà nell'implementarlo.

I manager intervistati hanno una visione delle nuove tecnologie positiva, le vedono come alleate delle persone e dell'organizzazione aziendale. Questo ci rassicura sulla rivoluzione in atto. Infatti, nuove tecnologie e intelligenza artificiale sono, e devono essere, alleati e supporti di un nuovo lavoro dove all'uomo resta la parte più intelligente e creativa. Se le aziende, spinte e guidate dai manager, penseranno e agiranno così, sarà un bene per competitività del sistema e professionalità delle persone. Dobbiamo crederci e cavalcare questo futuro per plasmarlo e non subirlo.

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