hronline
     n. 7 anno 2017

Il paradosso dello scozzese

di Paolo Iacci

A proposito di paradossi apparentemente irrisolvibili, Jim Al - Khalili, autore de La fisica del diavolo, riporta il racconto di un fisico scozzese.

"Lui sostiene che ogni volta che uno scozzese si sposta dalla Scozia in Inghilterra, il quoziente d'intelligenza medio di entrambi i paesi aumenta. La spiegazione è la seguente: poiché gli scozzesi sono più intelligenti degli inglesi, il quoziente medio dell'Inghilterra aumenta, se uno scozzese si trasferisce lì; del resto, lasciare la Scozia e andare vivere in Inghilterra è una cosa talmente sciocca che solo uno degli scozzesi meno intelligente può farlo e, quindi, quando se ne va, la media del quoziente d'intelligenza in Scozia sarà leggermente maggiore di prima. Quindi vedete bene che, se a prima vista l'affermazione sembra paradossale, in realtà un semplice ragionamento logico la risolve con eleganza, anche se magari non in maniera molto convincente per gli inglesi, naturalmente."

Chi vive con impegno professionale nelle organizzazioni è quotidianamente preso tra Scilla e Cariddi, in mezzo a forti spinte talvolta contraddittorie tra loro. Così possiamo essere chiamati contemporaneamente a creare reddito sul breve e a rafforzare l'impresa sul versante patrimoniale, diminuire i costi e migliorare la qualità, giocare sui volumi, la standardizzazione e la saturazione degli impianti incrementando però anche nello stesso momento la customizzazione sulle esigenze del cliente, allargare il portafoglio d'offerta migliorando la specializzazione e così via.

Per dirla con una formula di moda, si richiede di passare da un approccio aut/aut a un approccio et/et. Più facile a dirsi che non a farsi. Tutti continuano a parlare in modo retorico delle caratteristiche che dovrebbero avere i leader, ma pochi sottolineano come i veri dirigenti siano quelli in grado di disinnescare i tanti paradossi che si annidano nelle organizzazioni e promuovere cambiamenti coerenti con la vera mission dell'impresa, valorizzando le competenze distintive dell'organizzazione e consentendo a tutti di capire in modo semplice come destreggiarsi tra i vari poli paradossali cui siamo chiamati a rispondere.

Talvolta dobbiamo imparare a convivere con dei paradossi che sono ormai strutturali al mercato, altre volte possiamo trovare delle vie d'uscita come quella suggerita dal fisico scozzese. In alcuni momenti sarà necessario dare un colpo al cerchio, altre volte alla botte. In altri momenti, invece, si dovranno trovare delle vie nuove per rispondere a una cosa e contemporaneamente al suo opposto.

Il vertice aziendale è chiamato prima di tutto a consentire ai propri collaboratori di lavorare con obiettivi chiari, condivisi e raggiungibili. Niente di nuovo, quindi, ma va fatto. E oggi è merce rara.

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