hronline
     n. 15 anno 2018

Generazione Boomerang

autore, Vito Verrastro

Rubbettino editore

Nella mia attività giornalistica, qualche anno fa, ho iniziato ad incrociare del tutto casualmente persone che ad un certo punto della loro carriera professionale e lavorativa di successo all'estero avevano scelto, per varie ragioni, di tornare in Italia, rinunciando a contratti remunerativi o a percorsi ambiziosi. Mi attirava in loro una luce speciale: quella dell'orgoglio, dell'appartenenza e, sì, anche un po' di quella sana follia che contribuisce a fare la differenza, in un mondo in cui chi non rischia soccombe.
Dopo i primi, casuali incontri, ho deciso di allungare volutamente lo sguardo su questo terreno seminascosto e di "unire i puntini". Ho pensato che avrei potuto provare a cambiare il paradigma della boomerang generation, sempre rappresentata in letteratura come quella dei vinti, degli sconfitti. Volevo raccontare storie di "consapevole ritorno", e così ho iniziato dall'astrofisica Sandra Savaglio, finita in copertina sul Times come emblema dei cervelli che l'Europa perdeva in favore degli Usa, che aveva scelto di tornare ad insegnare nella sua Calabria; poi ho incontrato il primo manager italiano ad aver diretto un'azienda di proprietà cinese in Cina, Giovanni Oliva, con la sua incredibile difficoltà nel trovare lavoro al Sud una volta rientrato; il docente universitario più giovane d'Italia, Alfredo De Massis, che dal prestigioso centro di Family Business di Lancaster era stato chiamato a Bolzano, e via via tutti gli altri, provando a disegnare una mappa ampia per età, provenienza, settore di appartenenza. Rispetto ad una best practice esistente ho scelto l'Istituto Italiano di Tecnologia di Genova diretto da Roberto Cingolani, per dimostrare che con regole certe e meritocratiche, standard internazionali e azioni avanzate di welfare, di fatto, si possono attirare tanti cervelli di ritorno (e anche molti scienziati stranieri di assoluto livello).

Era quella una buona base di partenza per provare a disegnare uno spaccato che fino ad oggi è ingiustamente rimasto all'ombra dei riflettori, offuscato dalla retorica dei cervelli in fuga che troppo spesso elogiamo, esaltiamo, enfatizziamo a scapito di chi resta o, in questo caso, di chi torna.

Ogni boomerang racconta un sogno, un'esperienza, un pezzo di vita fatto anche di errori e ripartenze, problemi imprevisti e soluzioni geniali, su percorsi accidentati e mai lineari o pianeggianti. È un pezzo pregiato di made in Italy che trova nella creatività, nella resilienza e nella laboriosità i suoi punti di forza: doti che fanno la differenza, ovunque. Ci sono chef e musicisti, startupper e imprenditori, agricoltori, maker e designer: ognuno di loro rappresenta, idealmente, una terza via tra l'emigrazione e la rassegnazione.
I boomerang incarnano anche l'Ulisse che c'è in in tutti noi e il perfetto viaggio dell'eroe, spinto dalla curiosità e dalla conoscenza, che varca i confini obbedendo da un lato a un richiamo di fuga ma anche alla necessità di un punto di contatto con la parte più nascosta di sé, per farsi poi guidare dal desiderio di far ritorno alla propria terra, compiendo una scelta che spesso ha in sé i contorni di una missione profonda. Restare all'estero, per molti di loro, sarebbe stata certamente la scelta più comoda e redditizia. Hanno deciso invece di tornare per avviare un progetto, di vita e di lavoro, non guardando ai limiti del nostro Paese con rassegnazione o rabbia, ma credendo fermamente che la voglia di fare, di intraprendere, di crescere, fosse ben più forte di qualsiasi ostacolo.
È proprio per questo motivo che la Generazione Boomerang può lanciare al nostro Paese un segnale nuovo e propositivo, rappresentando un nuovo paradigma che non cancella né ignora la burocrazia,
la fiscalità punitiva, un ecosistema innovativo zoppicante, ma che non ci fa più considerare questi aspetti come muri invalicabili.
I boomerang sono per i giovani una luce di speranza e di fiducia, e per i decisori politici un esempio di chi, senza chiedere in cambio nulla, attua una sorta di prezioso giving back restituendo orgoglio a questo Paese.

Il libro, edito da Rubbettino, con prefazione del presidente di Confindustria Vincenzo Boccia, postfazione dell'economista Stefano Cianciotta e contributi eccellenti di Gianluca Dettori, venture capitalist, Paolo Iacci, presidente ECA, Carmelo Lentino, autore del libro "Interviste per la gioventù", Vincenzo Moretti, sociologo e narratore, Maria Cristina Pisani, presidente del Forum Nazionale Giovani, è solo il primo step di un progetto cross-mediale che continuerà a parlare di storie di "consapevole ritorno" sul sito www.generazioneboomerang.it, premiando le migliori esperienze con i Boomerang Awards.

Vito Verrastro
info@generazioneboomerang.it
Indicazioni per l'acquisto: http://www.store.rubbettinoeditore.it/generazione-boomerang.html